Dicembre 17th, 2006 by
GiaNluC
Come dice Mario Lupi in un suo breve post, i tempi sono cambiati. In effetti il cambiamento c’è stato se nella prima pagina del Time l’uomo dell’anno sei tu (You) e non un tu qualsiasi ma un tu presente in rete o meglio creatore della rete globale, della messa in comune delle risosrse del web.
Ma come giustamente fa notare M.L. non sarebbe stato meglio un noi (We) piuttosto che un singolare You, del resto se la rete è assimilabile ad una comunità globale è più grazie alla presenza di Noi piuttosto che di singoli individui.
Avrà un significato questa scelta terminologica?
Per coloro che non avessero troppa dimestichezza con la rete, il video nella foto in realtà è la finestra dei filmati di youtube, questo porta ad un’altra domanda: cosa ne pensate “dell’essere in rete” e della possibilità offerta ad ognuno di condividere materiali audio/video?
[video]http://www.youtube.com/watch?v=h2RGVwcJzgA[/video]
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Dicembre 9th, 2006 by
GiaNluC
Costruire un canone di bellezza può indurre a ripensare il nostro stesso corpo come un oggetto da modificare con l’aggiunta di plug-in?
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Dicembre 4th, 2006 by
GiaNluC
Partendo dalle parole di Georg Simmel vogliamo, attraverso questo contributo audio, fornire una chiave interpretativa di ciò che si intende per “sguardo sociologico” e soprattuto cercare di comunicare come, attraverso uno sguardo differente sugli eventi quotidiani, lo studente possa allenarsi ad una visione critica della realtà che gli permetta di rilevare i fatti sociali con maggiore facilità.
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Questo è il primo contributo audio offerto attraverso il podcastig del nostro web-system, invitiamo quindi gli studenti a voler usufruire quanto più possibile sia di questo nuovo strumento sia degli altri già in uso.
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Giugno 24th, 2006 by
Blue Knight
Bello dire: “Io cambierò il mondo”, credere nelle proprie idee è segno di sicurezza in se stessi e quindi è segno di forte personalità. Ma che succede se il mondo girà in maniera diversa da quello che noi vogliamo? Possiamo cercare di imporre le nostre idee alla moltitudine? Suona un po’ come una dittatura, si può tentare di convincere le persone ma imporre il proprie idee è anti-liberale e sopratutto impossibile da attuare. Si può andare avanti sulla propria strada fregandosene degli altri e andando sempre contro-corrente, ma così si corre il rischio di rimanere soli e testardi. Alcuni trovano la soluzione a questo rebus cercando di entrare nel sistema, di adattarsi il più possibile alle diverse situazioni, e di ottenere risultati sfruttando il sistema e non combattendolo. Così facendo però ecco che perdiamo la nostra parte attiva, diventiamo anche noi parte del sistema che cambia i nostri comportamenti, diventiamo parte della massa, chiudiamo gli occhi e accettiamo il ruolo passivo; lasciando che il mondo cambi noi, e non viceversa.
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Marzo 31st, 2006 by
eleo
Una voce dal cedro.
«Non sono praticante, neppure molto cattolico. Sento che Dio è nella natura. A volte mi capita di parlare con le piante. C’è un cedro nel giardino di casa mia, davanti al quale mi siedo e ascolto. Sento che dentro di lui c’è la vita che scorre. Sono attratto dal panteismo».
Roberto Castelli, ministro della Giustizia, «Oggi» 29 marzo
M’è stato fatto giustamente notare che anche questo potrebbe essere uno spunto di riflessione. Tenterei di fugare ogni intento populistico di prendersela col ‘potere’ tanto per impiegare un po’di tempo…anche perché, mi si conceda, il ‘potere’ in questione ricorda la tanto cara CroceRossa contro cui pare sempre disdicevole sparare.
Il punto credo sia un altro.
Come mai ci troviamo circondati da filosofi, sommi pensatori, uomini pieni d’animo e buon cuore, tanto che S.Francesco non è primo a nessuno? Altro che agli uccelli, ai lupi, a Sole e Luna..oggi si parla coi cedri! Da dove viene questa costante tensione all’inconsistente? Gli uomini vengono giudicati per le loro azioni, così c’è stato tramandato da tanto dire letterario. Questo bisogno si elevarsi rispetto al reale, al contingente, giustifica il fatto che a TUTTI oggi sia concesso di commettere nefandezze e poi eludere il castigo grazie a un demone responsabile? -A questo punto, mi dico, la Moratti deve aver parlato con le orchidee (fiore il cui etimo smaschera l’apparente eleganza.:oP )!!- E’ possibile che tutti oggi possano accedere all’ulteriorità e la svendano ad un popolo che rimane inebetito di fronte a cotanta saggezza?
Il problema riguarda coloro che si servono in modo sgraziato di tali strumenti di persuasione o, invece, di chi non li mette in discussione e fa di ogni ciarlatano un Socrate de noaltri?!?
Eleonora.
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Marzo 5th, 2006 by
Blue Knight
Ascoltando le parole del professore sul concetto di Status Symbol e su come ad ognuno di noi basti uno sguardo per collocare una persona immediatamente di uno preciso strato sociale, mi è venuto in mente un caso che mi/ci riguarda. La polica dei bisogni indotti creati da una società che si basa sul consumo ha colpito anche me. Avevo pensato di cambiare felpa, e avevo pensato a quella della Napapijri.

Per un momento anche la mia mente è stata manipolata dal mercato, infatti inconsciamente avevo deciso quella perchè la portano i miei “conoscenti” più facoltosi, questa felpa è diventata praticamente uno Status Symbol. Non stavo ragionando con la mia testa, ma stavo seguendo semplicemente la “moda“. Dopo le parole del professore mi sono reso conto di questo. Io personalmente non avevo nessun motivo razionale di comprarla perchè di fronte a un prezzo alto, il prodotto aveva delle caratterestiche non attrattive nel mio personale caso. Innanzi tutto mi sento un cittadino europeo e quindi comprare una felpa con la bandiera di un singolo paese (che non è neanche il nostro), non rientrava nei miei schemi, in secondo luogo il tessuto è morbido all’inizio ma non regge una grande quantita di lavaggi perchè tende a spelacchiarsi. Con questo non voglio assutamente puntare il dito contro chi la porta, volevo solo di mostrare come seguendo altre persone stavo per comprare qualcosa che non piaceva a me, stavo per dar torto alla mia ragione seguendo la massa senza neanche accorgermene.
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Marzo 1st, 2006 by
GiaNluC
Io di patatine ne ho prese tante, Americane, Tedesche, Olandesi. Ma nessuna è come questa, fidati di uno che la ha provate tutte.
Con queste parole Rocco Siffredi cerca di convincerci a divenire dei “consumatori” di patatine Amica Chips, del resto giocando con il doppio senso, il nostro attore, si propone come il massimo esperto in materia di patatine. Un gioco basato sull’attribuzione di un particolare significato all’oggetto pubblicizzato, un gioco che a mio avviso potrebbe aprire la strada a due chiavi di lettura dello spot, non necessariamente autoescludenti ma piuttosto sovrapponibili.

La prima chiave di lettura rimanda al concetto di iperstimolazione, mi spiego meglio, come già evidenziato con chiarezza da Simmel nel suo “La metropoli e la vita dello spirito” l’uomo moderno è sottoposto ad un bombardamento costante di stimoli (per la maggior parte mediatico-comunicativi). Questo spot, per la scelta del tema e dell’esperto mira a generare un super-stimolo che possa superare il “grigiore del Blasé” per catturare l’attenzione dello spettatore.
L’altra chiave riconduce al concetto di fiducia, già visto nella prima lezione del corso, il pubblico deve avere fiducia nell’esperto, in colui che per il gioco dei significati dichiara di “sapere tutto” sull’oggetto dello spot. Traendo spunto da questa chiave interpretativa possiamo andare inoltre ad investigare sul concetto, tanto caro alla nostra società, di esperto, di quella figura che nel senso comune ha conosciuto tutto su di un determinato argomento, per poi confrontarlo con la ben nota (almeno spero) impossibilità, insita nella natura umana, di poter colmare il gap esistente tra conoscenza personale e cultura oggettiva.
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Febbraio 28th, 2006 by
GiaNluC
Sempre nell’ottica del coinvolgimento di tutti gli studenti in quello che potrebbe definirsi un tentativo di studio/narrazione cooperativo, mi preme farvi sapere che alla costruzione di questo blog tutti possono partecipare. Non ci sono limiti (a parte quelli della decenza) all’inserimento degli interventi (che in gergo si chiamano post, vedi nel
glossario i termini relativi ai blog), questo blog dovrebbe essere il vostro “diario di bordo”, un luogo dove inserire riflessioni e idee. Ricordate che quello che scriverete non sarà utile solo a voi ed ai vostri colleghi ma anche al docente, il quale potrà, grazie al vostro feedback, migliorare costantemente il target delle lezioni; questo blog vorrebbe essere una “rotta tracciata” lasciata agli studenti che verranno dopo di voi. Magari non siete interessati, ma almeno io posso dire di aver messo comunque a disposizione uno strumento . Per partecipare alla redazione del blog è sufficiente registrarsi cliccando sul link “Registrati” della colonna di destra.
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Febbraio 28th, 2006 by
GiaNluC
Alcuni links su Georg Simmel:
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Febbraio 28th, 2006 by
GiaNluC
Concetto cardine della sociologia di Georg Simmel che indica l’intima natura processuale di ogni relazione e segna il superamento della causalità lineare e l’ingresso nel pensiero complesso. Per suo tramite Simmel vuole sottolineare il continuo modificarsi dei termini della relazione stessa per effetto delle retroazioni che ogni mossa, più o meno coscientemente effettuata, provoca nell’uno e nell’altro. Per quanto riguarda l’interazione tra soggetti, poi, va sottolineata anche la loro instabilità costitutiva (“doppia infinità”), con i cambiamenti d’umore, atteggiamento e personalità che rendono di fatto ogni (rel-)azione un unicum, sulla base della quale può giungersi alla pensabilità prima, alla comprensione poi dell’emergere della novità dalla routine (
vedi azione ricorsiva in Morin) e alla radicale affermazione dell’impossibilità di leggi sociologiche, per la potenzialmente ineliminabile imprevedibilità dei comportamenti (
Fantappié e teoria del caos). La Wechselwirkung, comunque, dato il carattere processuale della realtà, non interessa solamente i rapporti interpersonali, ma offre una chiave interpretativa utile all’analisi di ogni fenomeno, sia naturale che sociale, permettendo così un approccio integrato potenzialmente capace di rimediare al dualismo fondativo della cultura occidentale: materia/spirito, scienze umane/naturali.
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