un cedro per amico
eleo
Una voce dal cedro.
«Non sono praticante, neppure molto cattolico. Sento che Dio è nella natura. A volte mi capita di parlare con le piante. C’è un cedro nel giardino di casa mia, davanti al quale mi siedo e ascolto. Sento che dentro di lui c’è la vita che scorre. Sono attratto dal panteismo».
Roberto Castelli, ministro della Giustizia, «Oggi» 29 marzo
M’è stato fatto giustamente notare che anche questo potrebbe essere uno spunto di riflessione. Tenterei di fugare ogni intento populistico di prendersela col ‘potere’ tanto per impiegare un po’di tempo…anche perché, mi si conceda, il ‘potere’ in questione ricorda la tanto cara CroceRossa contro cui pare sempre disdicevole sparare.
Il punto credo sia un altro.
Come mai ci troviamo circondati da filosofi, sommi pensatori, uomini pieni d’animo e buon cuore, tanto che S.Francesco non è primo a nessuno? Altro che agli uccelli, ai lupi, a Sole e Luna..oggi si parla coi cedri! Da dove viene questa costante tensione all’inconsistente? Gli uomini vengono giudicati per le loro azioni, così c’è stato tramandato da tanto dire letterario. Questo bisogno si elevarsi rispetto al reale, al contingente, giustifica il fatto che a TUTTI oggi sia concesso di commettere nefandezze e poi eludere il castigo grazie a un demone responsabile? -A questo punto, mi dico, la Moratti deve aver parlato con le orchidee (fiore il cui etimo smaschera l’apparente eleganza.:oP )!!- E’ possibile che tutti oggi possano accedere all’ulteriorità e la svendano ad un popolo che rimane inebetito di fronte a cotanta saggezza?
Il problema riguarda coloro che si servono in modo sgraziato di tali strumenti di persuasione o, invece, di chi non li mette in discussione e fa di ogni ciarlatano un Socrate de noaltri?!?
Eleonora.
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Aprile 2nd, 2006 at 10:12
Ben detto! Ma ormai questo governo è alla frutta, e a Castelli, dopo le elezioni, non basterà parlare con i cedri…