Sociologica
Idee in relazione.
Stratificazione sociale

    L’azione del processo di differenziazione sul tessuto sociale porta ad una sua particolare conformazione, che è variabile da società a società, essendo influenzata da numerosi fattori di ordine culturale ed economico. Ogni compagine sociale è quindi strutturata in un modo peculiare e lo studio delle modalità che hanno portato a tale conformazione è di grande interesse per la disciplina sociologica.
    Sin dai primi tentativi di indagine in proposito gli studiosi hanno privilegiato, per la descrizione delle diverse configurazioni assunte dalle società, un’immagine mutuata dalla geologia: quella della stratificazione. Il cumularsi dei differenti strati geologici fornisce in effetti una rappresentazione efficace del concetto che si vuole esporre, ma rischia di nuovo di attribuire alla disposizione degli strati sociali un carattere di necessità che essa non ha affatto. È questo un problema che si ripresenta spesso in sociologia, dove la descrizione strumentale degli oggetti di studio si avvale con profitto di analogie e metafore derivate dal mondo naturale – a sottolineare in qualche modo lo stretto legame che unisce le società umane al contesto ambientale – ma corre ogni volta il pericolo di dimenticare se stessa e scambiare prodotti eminentemente culturali per elementi naturali e quindi immutabili o almeno non criticabili.
    Con l’immagine della stratificazione sociale si vuole infatti descrivere un sistema di differenze – e quindi di disuguaglianze – che riflette in ultima analisi la struttura valoriale di una data società ed è da essa strettamente dipendente. La distribuzione dei soggetti, gruppi ed istituzioni nello spazio sociale è regolata dall’attribuzione di diversi gradi di desiderabilità a ciò che essi possiedono o sanno fare ed ogni decisione in proposito si fonda appunto sui valori cui la società si ispira. La storia è ricca di esempi di ascesa o declino di una particolare professione o classe sociale: si pensi alle sorti della nobiltà terriera con l’avvento della rivoluzione industriale o all’alta considerazione in cui erano tenuti artisti e scienziati nel Rinascimento. Più di recente, si pensi all’importanza attualmente rivestita dagli esperti di informatica o comunicazione multimediale ed al prestigio di cui godono, pur essendo la loro figura professionale praticamente appena comparsa nel mondo del lavoro.
    Tali considerazioni portano a meglio specificare anche il già visto processo di differenziazione: anch’esso infatti viene influenzato dalla struttura valoriale della società in cui ha luogo, come gli esempi appena riportati illustrano chiaramente. Se fino a qualche anno fa un solo soggetto era in grado di padroneggiare le diverse attività necessarie alla gestione di un sistema informatico o alla produzione di un pacchetto software, l’enorme espansione del settore, dovuta ad una sempre maggiore richiesta ed interesse motivati in fondo da un’attribuzione valoriale, impone oggi la cooperazione tra diversi specialisti. L’affermarsi del valore comunicazione ha in questo caso orientato il processo di differenziazione in una determinata direzione, sottraendo d’altro canto risorse umane ed economiche ad altri settori, percepiti come meno importanti.
    È proprio la percezione della maggiore o minore rilevanza di un oggetto, di una capacità, di un’attività a definirne la desiderabilità e quindi il valore sociale ed a far sì che il proprietario dell’oggetto o il titolare dell’attività godano di maggiore o minore prestigio, occupando una posizione più o meno preminente all’interno dello spazio di una data società. Come accade per la gran parte dei processi di cui si occupa la sociologia, bisogna porre attenzione acché l’interdipendenza tra i vari fattori implicati in un modello non venga interpretata in senso troppo riduttivo e meccanico: sistema dei valori, differenziazione e stratificazione interagiscono tra loro in modi complessi e non lineari, venendo influenzati da altri fattori più o meno evidenti come gli usi e i costumi, la sopravvivenza di forme di pensiero e di valutazione nel senso comune, la retroazione di processi specifici e l’azione di altri apparati rilevanti, anch’essi fondati sullo stesso sistema valoriale ma assurti intanto a posizioni autonome e talvolta dominanti, come può dirsi ad esempio oggi del sistema economico.