
Esistono numerose espressioni di utilizzo comune
che si
riferiscono a spostamenti di diverso genere compiuti da qualcuno che
però non si è mai fisicamente mosso, come ad
esempio “ha fatto molta
strada”, “è caduto in basso”
oppure “è un arrampicatore sociale”. La
diffusione di queste forme sta ad indicare che esiste una percezione di
fatto dell’esistenza di uno spazio che non
coincide con
quello fisico, anche se poi una sua descrizione o definizione puntuale
può rivelarsi difficoltosa. Dal punto di vista della
sociologia, lo
spazio sociale è di gran lunga più importante
dello spazio fisico,
perché è al suo interno che hanno luogo tutte le
interazioni ed i
processi di cui essa si occupa.
Seguendo Gallino, esso può
definirsi come “l’universo delle
relazioni fornite di senso tra individui, gruppi, categorie, strati e
classi sociali, elementi culturali” (Gallino
1993:
639), un universo relazionale che si sovrappone all’ambiente
geografico
nel quale ci si muove normalmente e dal quale, più o meno
consciamente,
si traggono le coordinate e le direttrici d’azione che
orientano i
comportamenti soggettivi.
La posizione che ciascuno occupa nello
spazio definito dalla
società di cui fa parte è determinata da una
serie di parametri che
traggono la loro cogenza e ragion d’essere dalla cultura e
dal sistema
di valori vigenti. Le coordinate che individuano le
singole posizioni sono quindi di
carattere culturale e valoriale, come anche le distanze che le
separano. Va sottolineato che gran parte di questi concetti, chiariti
ed elaborati dalla scienza sociale, sono impliciti, ma di fatto
operativi, nella vita quotidiana. Partecipano anch’essi del
tono di naturalità che il senso comune attribuisce a fini
securizzanti a quello che veniva chiamato fino a pochi anni fa l’ovvio
e che si è poi rivelato una delle più sofisticate
costruzioni sociali conosciute.
Si pensi ad esempio ad un celebre film, Indovina
chi viene a cena,
che, con tono di commedia brillante, affronta uno degli argomenti
più
scottanti che si fondano su quanto si è venuto dicendo: la
figlia
adorata di una coppia comunica ai genitori che vuole sposarsi e fa loro
una sorpresa presentandosi a cena con il futuro marito. La trama non
avrebbe praticamente senso se non fosse che lo sposo è
afroamericano,
circostanza che innesca una serie di conflitti e situazioni di cui la
commedia si alimenta con successo. Ciò che è
interessante ai fini del
discorso svolto finora è che quel che dà il via
al conflitto è proprio
la distanza che separa i genitori, appartenenti
alla borghesia
americana medio-alta, da un membro di una minoranza, per quanto
brillante e benestante. Tale distanza, non percepita dalla figlia, sia
per ragioni generazionali che sentimentali, è invece vivida
per la sua
famiglia e, seppure apparentemente sanzionata come ingiusta ed
incivile, continua ad essere efficace.
Copyright © 2006 GiaNluC | All Rights Reserved
Design G. Wolfgang | W3C XHTML 1.0 | W3C CSS 2.0